Nuova e bella aria in Piazza Verdi…o no?

Oggi, prima di andare all’inaugurazione della nuova Piazza Verdi ho scritto poche righe su Facebook: “Questa Domenica alcuni giornali hanno scritto che la riqualificazione di Piazza Verdi è una sfida per la nuova amministrazione (giusto)…io credo sia una sfida per tutti, perchè senza il rispetto e l’impegno di tanti lo spazio pubblico non può vivere…c’è una “nuova, bella aria” in città, se vogliamo che continui e cresca, ognuno deve trovare il modo di fare la propria parte. C’è chi lo chiama senso civivo, chi ordine, chi cultura, chi amore per la città, chi creatività…chiamatelo come vi pare, ma facciamo sì che da oggi Piazza Verdi sia la Piazza di tutti…(e poi passiamo alla prossima)“. Diverse persone le hanno commentate, ponendo varie questioni, in parte simili a quelle poste dai cittadini che oggi sono passati all’inaguruazione. Qui riporto alcune delle loro riflessioni.Ecco alcuni commenti in pillole:

Max: “La vera sfida è il dopo, perché se l’amministrazione fa e poi chi la vive la vive male come prima, senza rispetto per cose e persone, allora tra qualche mese siamo punto a capo ,-) Vedremo. Oggi ci sarò😉

Ricordo quando sono arrivato, i primi mesi, come mi piaceva passare soprattutto nei portici meno “famosi”, mi sembrava di tornare indietro nel tempo…per questo mi spiace vederli trascurati…quando ne parlo con gente che non è di Bologna, dico sempre che ho fiducia nella nuova amministrazione e penso deve avere tempo per rimediare al vuoto lasciato negli ultimi anni.”

Terry:Ci sono passata stamattina presto, per la prima volta senza le reti arancioni dei lavori in corso: sembrava la piazza di un piccolo borgo medioevale, la pavimentazione appena ripulita da un operatore ecologico splendeva nella luce diafana e serena di questa domenica ancora pervasa dal torpore dell’estate tardiva, qualche turista e i bolognesi ai tavolini dei bar e i ristoranti del centro storico, ma anche gruppi di studenti sotto i portici, seduti a leggere o a chiacchierare. come dice Desmond Hui nel libro Architettura e Creatività, “queste e altre iniziative sono la risposta ad una sempre più consapevole esigenza di felicità e benessere inteso come creativo modo di vivere la città, in cui il potere attrattivo è fondato sulla cultura” :-))) avanti così“.

Emanuela: “Esorti, speri che ognuno faccia a suo modo la propria parte, condivisibile, ma fare la propria parte implica sentirsi parte, declinazione della partecipazione. Forse questa e’ una delle sfide oggi per Bologna, riattivare la partecipazione, quella di cui ha goduto per anni e che l’ha resa una delle citta’ più amate d’Italia. “Bologna, sazia e disperata” la condannava un noto Bolognese in un articolo che ho letto la prima settimana in citta’, da ottimista quale sono non gli ho creduto e sono qua (anche se vedere la domenica la citta’ vissuta solo da stranieri qualche dubbio lo insinuava). Ma oggi, dopo due anni, penso che il lavoro da fare per sfuggire a quella condanna sia tanto e che nuovi devono essere gli strumenti di cui dotarsi…

Molte persone hanno partecipato oggi all’inaugurazione, tra loro alcuni membri dei comitati di residenti nella zona. Ai margini della Piazza, nell’angolo di via Petroni, un gruppo di ragazzi seduti sotto il portico ci osservavano bevendo birre, con i loro cani al guinzaglio. La piazza a mano a mano si è rimpita, ma non sembrava più la stessa di sempre. La pedonalizzazione definitiva di via Zamboni, da Piazza Verdi a Piazza Scaravilli, ha cambiato la percezione dello spazio e dell’ambiente. La luce era diversa, forse anche grazie al fatto che nella notte i muri intorno sono stati liberati dai graffiti, a partire dalla facciata del Teatro Comunale.

Non tutto è perfetto, chiaro. Ancora molto deve essere fatto, ma non erano poche le persone soddisfatte per il risultato ottenuto dopo anni di partecipazione, assemblee, laboratori. Il progetto della nuova Piazza Verdi è, a tutti gli effetti, esito di un percoso partecipato, ottenuto grazie al laboratorio dell’Urban Center del Comune di Bologna in collaborazione con tanti cittadini della zona. Nei prossimi mesi, si partirà con la fase due: entro fine anno saranno messe nella parte a destra di via Petroni cinque sedute con albero, simili a quelle di via Orefici, mentre a sinistra verranno collocate ventinove sedute lungo i bordi. I nuovi elementi di arredo urbano, approvati dalla Sovrintendenza e frutto del lavoro del laboratorio, contribueranno ulteriormente a trasfomare la percezione e la vivibilità della piazza. Un pensiero andarà fatto anche sulle rastrelliere per le bici e sull’arredo urbano di via Zamboni.

Dopo il taglio del nastro, per quattro ore, siamo rimasti in piazza insieme a centinaia di cittadini. Quando sono rientrato a casa, molti erano ancora lì a chiaccherare a capannelli, seduti o in piedi. L’argomento era per tutti (o quasi) uno solo: il passato e il futuro di Piazza Verdi.

Come cantava De Gregori: La storia siamo noi, nessuno si senta escluso…



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