Crowdfunding per i campetti di basket. Al vaglio tutti gli impianti indoor

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Intervista al Corriere di Bologna. Matteo Lepore, fresco assessore allo Sport del Comune, non si sorprende della scalata di Bologna nella classifica del Sole24Ore riguardo all’indice di sportività. Ma dagli impianti per gli sport di base al ‘piano-Dall’Ara’ per consentire un grande rilancio del Bologna calcio, c’è molto lavoro da fare. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono anche i campetti da basket all’aperto, dei quali il Corriere di Bologna si è occupato la scorsa settimana. «Un lavoro che ci è servito per vedere alcune criticità, ma la questione dei playground non si esaurisce soltanto ristrutturandoli. Serve un approfondimento del tessuto sociale, chi quei campetti li ha costruiti oggi ha un’altra età e non gioca più e magari i figli scelgono altri luoghi. Dietro c’è la socializzazione e il luogo d’aggregazione, sono questi i punti che ci stanno a cuore». Leggi il seguito di questo post »


Il futuro delle piscine bolognesi

Bologna-piscina-Carmen-Longo-5.jpgIl Comune di Bologna ha concluso la gara che permette un investimento inedito per la riqualificazione degli impianti del nuoto con una concessione di 25 anni. Così consegneremo alle nuove generazioni una delle infrastrutture per lo sport più importanti d’Italia all’altezza del movimento sportivo di questa città che, ad esempio, è riuscito a portare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro diversi campioni e campionesse cresciuti nel proprio vivaio. Ha vinto la gara la società So.Ge.Se come capofila di un’Ati, associazione temporanea di imprese, che investirà 110 milioni di euro su sette impianti: piscina Stadio e piscina Stadio Vasca Olimpionica, piscina Cavina di Borgo Panigale, piscina Vandelli del centro sportivo Arcoveggio, piscina Spiraglio, piscina Sterlino e piscina Tanari. Leggi il seguito di questo post »


Radio Bruno Estate

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Prendo carta e penna (si fa per dire) per intervenire sulla questione relativa al concerto finale di Radio Bruno Estate in Piazza Maggiore, il prossimo 4 settembre. Un evento popolare e apprezzato da migliaia di persone, me compreso. Un evento che ogni anno si ripete a Bologna, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Non è mio costume essere impulsivo, però al signor Prandi una risposta la devo dopo avere letto i giornali di questa mattina. E’ vero ed è corretto ammetterlo, c’è stato un errore da parte del Comune in questi giorni. Un ufficio, senza consultare gli Assessori delegati, ha inviato una email a Radio Bruno esprimendo un parere negativo rispetto al concerto. E’ stato fatto in buona fede, ma sbagliando, pensando che l’allestimento e l’evento non fossero compatibili con la programmazione della Piazza. Raggiunto personalmente al telefono da una dipendente della Radio che mi informava del tutto il giorno successivo, mi sono adoperato per capire cos’era successo e d’intesa con l’Assessore Gambarelli abbiamo instradato il percorso per consegnare doverosamente la pratica alla Sovrintendeza per un parere definitivo. Come accade per tutti gli eventi, senza privlegi nè penalizzazioni. Tutto ciò entro 48 ore da quando ho ricevuto la telefonata dalla dipendente di Radio Bruno. Peccato, devo dirlo, che allo scoccare di quella telefonata fosse già partito il classico articolo sul giornale, al quale oggi si aggiungono nuove amarezze, concluse con l’altrettanto classica affermazione se non ci volete andiamo altrove, a Carpi, tanto manco ci pagate. Leggi il seguito di questo post »


Di Internazionale, birre, pipì e sfruttamenti vari

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Capita di venire citati da un blogger che pubblica per Internazionale.it. L’argomento è interessante ed è anche molto ‘bolognese’ (paradossi di Internazionale o grandeur di Bologna?!). Di ordinanze, di pipì e di birre in strada se ne parla da diversi decenni a Bologna, qualcuno potrebbe affermare da oltre 900 anni. Partire da qui, però, ci porterebbe troppo lontano, mentre voglio iniziare da un dato solido. Il blogger in questione mi tira in ballo, allude a varie storie ma fa anche delle affermazioni circostanziate: “i colossi dell’alimentare vogliono avere campo libero fin sotto le due torri (letteralmente: una piccola Coop è a pochi metri dal simbolo della città), e la giunta cittadina colpisce gli esercizi dei bangladesi nelle loro due caratteristiche peculiari: le birre fresche e l’orario serale prolungato“. Da maggio fino a ottobre 2016, infatti, l’Amministrazione ha emesso un’ordinanza anti alcol e vetro che limita gli orari di negozi e laboratori artigianali (locali senza licenza di somministrzione) alle 21 qualora vendano alcolici e vieta loro la refrigerazione degli stessi. Il limite delle 21 decade qualora il negozio opti per la rinuncia alla vendita di alcol. L’informazione che probabilmente manca al blogger è che tale ordinanza vale anche per i supermercati o minimarket della grande distribuzione organizzata. Tanto che proprio una nota marca della ‘gdo’ ha impugnato la nostra ordinanza chiedendo una sospensiva al TAR. Nei prossimi giorni, si attende il pronunciamento del giudice che potrebbe sospendere il provvedimento immediatamente o rimandare più avanti per un pronunciamento sul merito. Partiamo da qui. Perchè l’articolo a firma Wolf Bukowski pubblicato da Internazionale è molto romantico, tutt’altro che Pulp, ma una cosa è certa: è male informato. La nostra ordinanza non favorisce la grande distribuzione, affatto. Tanto è vero che il ricorso è stato presentato da una grande marca, preoccupata per la limitazione al proprio orario. Chiarito questo, passiamo al resto. Leggi il seguito di questo post »


La nuova Piazza Aldrovandi

In questo post vorrei chiarire alcune mie affermazioni riportate oggi sulla stampa, in particolare laddove sembro proporre di aprire in Piazza Aldovandi nuovi punti di somministrazione e dehor al fine di ravvivare e rilanciare. Non è così. Qui spiego molto brevemente perchè. A Bologna, lunedì 18 luglio inizieranno i lavori per la riqualificazione di Piazza Aldrovandi, area cerniera tra la Zona Universitaria e il Quartiere Santo Stefano. Sia che la si consideri una piazza o una strada (perchè il dibattito a questo proposito esiste), siamo di fronte a uno degli interventi di rigenerazione che l’Amministrazione Merola ha scelto di mettere in campo per migliorare la qualità della vita nel centro storico. Il percorso di confronto con i cittadini e gli operatori che lavorano nella piazza è stato lungo, così come il percorso di definizione del progetto. A fine dello scorso mandato, il tutto si era chiuso con l’appalto per l’affidamento dei lavori e una commissione consiliare nella quale, in qualità di Assessore al Commercio mi ero assunto l’impegno di approfondire un ultimo aspetto. Un gruppo nutrito di commercianti che gestiscono i chioschi lungo i portici avevano avanzato forti perplessità relative al progetto, in merito ai percorsi di carico e scarico, la sosta dei loro furgoni e alla necessità di allargare lo spazio all’interno degli stessi per ricoverare la merce. Uno spazio attualmente mancante e sopperito dal parcheggio del furgone subito accanto per tutto il giorno. Ci eravamo presi l’impegno di offrire delle soluzioni senza alterare i principi fondamentali del progetto di riqualificazione e la nuova vocazione pedonale di Pizza Aldrovandi e così abbiamo fatto. Leggi il seguito di questo post »


Via Belvedere: le informazioni corrette

IMG_6969Ha sollevato un certo dibattito l’articolo di Emilio Marrese che dalle pagine de La Repubblica oggi ha raccontato, a suo modo, come funziona l’organizzazione della rassegna Luci della città in via Belvedere e San Gervasio (per i lettori preciso che non ho mai detto che abbiamo già vinto le elezioni nè che sto brindando – libera interpretazione di Emilio che ringrazio per la gentilezza, si fa per dire:) ). Veniamo al punto. Per prima cosa è importante sottolineare che non siamo di fronte a nessuna ordinanza comunale, nè a ingiunzioni di qualsiasi tipo per i cittadini. Non facciamo confusione. L’Associazione e gli esercenti promotori dell’iniziativa, che si ripete da alcuni anni, hanno proposto una nuova modalità di gestione della zona a seguito del dialogo intrapreso con l’Amministrazione e i residenti. Da alcuni mesi, infatti, ci stiamo confrontando su come affrontare al meglio la stagione estiva, a fronte di alcune problematiche realmente  esistenti. Probabilmente conoscete tutti la storia di questo luogo, ma è bene riprenderla un momento. Cinque anni fa, abbiamo ereditato una situazione molto difficile in via Belvedere. Spaccio, accoltellamenti, desertificazione commerciale. Rimboccandoci le maniche (rivendico con orgoglio questo lavoro), insieme ai residenti, alle associazioni e a un gruppo di esercenti volenterosi siamo riusciti a mettere in atto una rigenerazione importante, che ha dato vita a una delle situazioni più interessanti e accoglienti della vita serale cittadina. Il successo della zona però, dopo 5 anni, deve fare i conti con la sostenibilità delle iniziative che si propongono. Un grande numero di persone ogni sera affollano via Belvedere fino a tarda notte. Da qui la volontà di tutte le parti in causa di trovare un nuovo punto di equilibrio che permetta alle persone di vivere in modo sereno le proprie serate, agli esercenti di lavorare e ai residenti di dormire senza rimetterci in salute. Ve lo posso assicurare, avere tutte le sere 500 persone che chiacchierano sotto la propria finestra non è una roba salutare ed era doveroso intervenire. Come? Non con un’ordinanza o la legge marziale (nessun avventore viene multato, lo ripeto) bensì con un’organizzazione della manifestazione costruisca sul rispetto di tutti. Leggi il seguito di questo post »


Primo degli eletti grazie al lavoro che abbiamo fatto insieme

Matteo Lepore Ora che tutte le sezioni elettorali sono state scrutinate, per prima cosa voglio ringraziare tutte le persone che ieri si sono recate ai seggi per votare. Il dato della partecipazione ci consegna una fotografia nuova di Bologna, una città che si esprime in modo democratico e libero, con la franchezza e la passione che contraddistingue gli abitanti di questa terra. Nei prossimi giorni sarà fondamentale analizzare bene i dati, zona per zona, tema per tema. Per quanto mi riguarda, ho deciso a gennaio di dedicare la mia candidatura in Consiglio Comunale nella lista del Partito Democratico alla rendicontazione delle cose buone fatte dal Sindaco e dalla Giunta. Un percorso dedicato soprattutto all’ascolto e al confronto, perché è questo il primo comandamento di un amministratore pubblico, a mio parere.

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